Tecnica di innesto delle arance: benefici e tipologie

Praticare gli innesti delle arance è più facile di quello che si crede e può apportare enormi benefici al raccolto. Ma vediamo nel dettaglio a cosa serve l’innesto, quali sono le tecniche migliori per le arance e in quali periodi è meglio praticarlo.

A cosa serve?

Innestare significa unire due parti di piante diverse con lo scopo di creare una pianta nuova. Si tratta di un processo che, in alcuni ambienti (ad esempio boschi fitti) avviene spontaneamente. L’uomo lo ricrea per salvare piante malate o per ottenere piante uguali tra loro.

La moltiplicazione delle piante ottenuta attraverso la semina non dà lo stesso risultato: la pianta figlia, in questi casi, non è un perfetto clone della pianta madre; anzi, spesso ha caratteristiche diverse. L’innesto invece permette di creare una pianta identica. In questo modo un arancio che dà frutti grossi e saporiti potrà essere riprodotto più volte.

Innesti delle arance: benefici

L’innesto permette ai frutteti di dare raccolti più generosi. Ma vediamo nel dettaglio tutti i benefici di innestare una pianta:

  • Modificare la natura della pianta con un mutamento delle foglie, dei fiori, dei rami e dei frutti originari
  • Guarire la malattia di un albero grazie alla nuova linfa infusa dalla pianta sana
  • Favorire la fertilità della specie avvicinando due sessi di piante dioiche o cambiare completamente il sesso di una pianta
  • Moltiplicare quelle varietà di alberi da frutto che non possono essere riprodotte con altre tecniche
  • Favorire la crescita di fiori, rami o frutti nelle parti della pianta che ne sono prive

In generale, l’innesto permette di migliorare la resistenza e la vigoria delle piante, ma anche di ottenere frutti più grandi: benefici non trascurabili per i coltivatori di arance!

Tecniche di innesto degli agrumi

L’arancio è un ibrido e, come tale, può essere creato solo per innesto. Le tecniche di innesto più utilizzate per gli agrumi, sono tre: l’innesto a spacco, l’innesto a gemma e l’innesto a corona.

Innesto a spacco

È il più semplice da eseguire ed è molto efficace. Permette di ottenere un albero più robusto e longevo attraverso l’unione di due piante. Va eseguito sopra il tronco di una pianta con un diametro massimo di 10 mm, detto portinnesto, in cui si inserisce la marza, ovvero la gemma rimossa dalla pianta-madre. Si pratica un taglio orizzontale sul portinnesto e poi uno verticale. Mantenendo aperto lo spacco con un cuneo si inserisce la marza dopo averla lavorata a punta.

Questa tipologia di innesto rappresenta la strada più percorsa dai coltivatori perché offre le maggiori garanzie di attecchimento.

L’innesto a gemma

Per l’innesto a gemma, detto anche innesto a occhio o scudetto, il portinnesto deve avere un diametro di almeno 3 cm. Si esegue praticando sulla corteccia, in un’area priva di gemme, un taglio a T lungo 4 cm. Successivamente si preleva una gemma dalla pianta da propagare e si inserisce nell’incisione, fissando il tutto con della rafia o del nastro apposito.

L’innesto a gemma è di tipo “dormiente” quando eseguito in autunno, o “a gemma vegetante” se praticato in primavera. Le gemme devono provenire da arbusti sani, senza il minimo segnale di debolezza o di malattia.

L’innesto a corona

Si pratica eseguendo dei tagli lungo tutta la circonferenza del portinnesto. Si inseriscono le marze nei tagli e si lega il tutto con della rafia.

Periodo migliore

Il periodo dell’anno ideale per eseguire gli innesti delle arance dipende dalla tecnica scelta. L’innesto a spacco e quello a corona vanno fatti da aprile a maggio, mentre il momento migliore per eseguire l’innesto a gemma va da giugno ad agosto.